sistema portuale mare adriatico centro settentrionale
Palazzo eventi Ravenna
Generare, attraverso la quantità massiva di colonne in acciaio, un ambiente spaziale continuo.
Lo sviluppo longitudinale dell’edificio posto lungo la banchina e l’altezza ridotta rispetto all’estensione planimetrica, configurano un’architettura che si pone come approdo sull’acqua, porta di accesso alla città dal mare.
Sono tre le dimensioni architettoniche che producono i significati di questo progetto: l’una relativa alla scala urbana, dove si compiono le finalità legate al ruolo di questo edificio nel contesto cardine tra città e mare; l’altra è relativa alla conciliazione interpretativa della spazialità dell’architettura progettata con l’ambiente acqueo; una terza è l’orientamento dello spazio di progetto nell’ambito funzionale di un auditorium, come svolgimento di un luogo privilegiato per l’interazione sociale e culturale.
Questo complesso, tramite 561 pilastri di sezioni di 10, 15 e 20 centimetri di diametro, assume un carattere architettonico “semidenso”, cioè non si tratta di un edificio chiuso ma di un’apposizione urbana che, compiendo l’accessibilità alla quota di una nuova piazza coperta, figura un organismo che supporta il limitare del percorso urbano tra terra e acqua.
Nel piano di campagna la persistenza costruttiva di questa architettura, colma di sottili elementi verticali, svolge la scala urbana; gli innumerevoli ancoraggi a terra delle colonne costituiscono un paesaggio di connessione tra il piano della città, continuo, ed i volumi “appesi” alla copertura dove trovano sede la sala auditorio e gli uffici operativi. Dalla strada fino all’acqua, i soli elementi a terra sono le rampe e le cabine degli elevatori, per raggiungere i piani fuori terra. La sintesi architettonica è la costituzione di un paesaggio filtro continuo: una spazialità diffusa che connette i luoghi: città e mare, esterno ed interno.